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Studio Legale Barbara D’Angelo
Lo studio dell'avvocato Barbara D'Angelo presta consulenza e assistenza legale nel settore del diritto civile, occupandosi, in particolare, di diritto della persona, dei minori e della famiglia, oltre che di successioni, responsabilità civile e di tutela del patrimonio, materie nelle quali l'avvocato Barbara D'Angelo ha maturato competenze particolarmente qualificate. Lo studio, con sede a Bologna, opera in tutto il territorio nazionale ed all'estero.
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Qual è l’iter per la separazione?
/in Negoziazione assistita, SeparazioneLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
L’ordinamento italiano prevede la possibilità per i coniugi di scegliere strade diverse per la separazione.
La separazione consensuale avviene quando marito e moglie decidono assieme l’assetto della loro vita da separati, ovvero come regolare i rapporti con i figli, il mantenimento, la casa familiare e la divisione dei beni comuni.
In questo caso, i coniugi si recano dal giudice soltanto per far ratificare le condizioni della loro separazione, già previamente concordate. In alternativa, i coniugi possono redigere davanti agli avvocati un accordo di negoziazione assistita che disciplina la loro separazione consensuale, senza necessità di recarsi in Tribunale.
La separazione giudiziale diventa necessaria quando i coniugi hanno posizioni divergenti sulle regole della separazione. In questo caso la decisione viene demandata al Tribunale. Già dopo la prima udienza, il giudice emette dei provvedimenti urgenti con cui vengono disciplinati in via provvisoria i rapporti tra marito e moglie e con i figli.
Sottrazione consensuale di minorenni. Qual è la pena?
/in Figli maggiorenniLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
La sottrazione consensuale di minorenni è un delitto previsto e punito dall’art. 573 del Codice Penale.
Chiunque sottrae un minore che abbia compiuto i quattordici anni, pur con il consenso di quest’ultimo, al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, contro la volontà del medesimo genitore o tutore, è punito, a mezzo querela, con la reclusione fino a due anni.
È possibile revocare l’interdizione giudiziale?
/in Amministrazione di sostegnoLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
L’art. 429 c.c. sancisce che in qualsiasi momento, quando cessa la causa dell’interdizione o dell’inabilitazione, queste possono essere revocate con sentenza.
La domanda per la revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione può essere presentata dal coniuge, dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado, dal tutore dell’interdetto, dal curatore dell’inabilitato o su istanza del pubblico ministero.
La revoca dell’interdizione può essere anche chiesta al fine di ottenere l’applicazione della misura dell’amministrazione di sostegno, misura meno invasiva e più flessibile rispetto alla vecchia interdizione.
In che cosa consiste la comunione legale dei beni?
/in Patrimonio familiareLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
La comunione legale dei beni è il regime patrimoniale che, per legge, si applica al matrimonio se i coniugi non scelgono diversamente (optando per la separazione dei beni o per altri regimi convenzionali).
La funzione della comunione legale è costituire un patrimonio comune ai coniugi, destinato al soddisfacimento delle esigenze della famiglia.
La comunione ha per oggetto gli acquisti compiuti dai coniugi, anche separatamente, dopo il matrimonio, ad eccezione di alcuni beni che rimangono personali; le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio, i frutti dei beni appartenenti anche solo a uno dei due coniugi; i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi.
Sono invece esclusi dalla comunione i beni di cui ciascuno dei coniugi era titolare prima del matrimonio; i beni acquisiti da uno dei coniugi durante il matrimonio per donazione o successione; i beni di uso strettamente personale, quelli strumentali per l’esercizio di una professione ed eventuali somme percepite a titolo di risarcimento danni.
Come avviene l’accertamento giudiziale della paternità e della maternità?
/in FiliazioneLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
La dichiarazione giudiziale di paternità e di maternità è lo strumento giuridico tramite cui un soggetto nato fuori dal matrimonio può vedersi riconosciuto lo status di figlio, indipendentemente dalla volontà dei genitori.
In altre parole, il figlio che alla nascita non sia stato riconosciuto dalla madre o dal padre, può rivolgersi al Tribunale chiedendo di accertare il rapporto di filiazione nei confronti del genitore che non lo abbia riconosciuto.
L’azione di accertamento può essere promossa anche dal genitore che ha riconosciuto il figlio, nei confronti dell’altro genitore che abbia omesso il riconoscimento.
Il rapporto di filiazione biologica viene accertato mediante la prova ematogenetica (test del DNA) o mediante altri mezzi di prova (documenti, testimonianze, ecc.).
Cosa sono gli ordini di protezione contro gli abusi familiari?
/in Abusi in famigliaLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
Gli ordini di protezione contro gli abusi familiari sono provvedimenti urgenti che vengono emessi dal Tribunale in situazione di violenza ed abusi in famiglia.
La norma (art. 342 bis c.c.) specifica che deve trattarsi di condotte che causano “un pregiudizio grave all’integrità fisica o morale e alla libertà personale del coniuge o del convivente”.
In presenza di tali condotte (che vanno rigorosamente dimostrate), il giudice, su domanda di parte, emette un decreto, anche senza previamente sentire la persona accusata di abusi, ordinandole di porre immediatamente fine alla condotta violenta o maltrattante e vietandole di avvicinarsi ai luoghi frequentati dai familiari vittime degli abusi.
Presupposti per l’applicazione della misura sono:
Un single può adottare un bambino?
/in AdozioneLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
In Italia, soltanto le coppie sposate possono adottare un bambino, mentre ai single la strada è preclusa, salvi i casi particolari riportati dall’art. 44 della Legge 184/83.
Detta norma specifica che l’adozione è consentita a persona non coniugata quando:
Che cos’è la divisione ereditaria contrattuale?
/in SuccessioniLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
La divisione volontaria è quel contratto con cui gli eredi sciolgono volontariamente la comunione ereditaria. È quindi un accordo con cui i coeredi diventano ciascuno proprietario esclusivo di una parte dei beni ereditari.
Essa si svolge in più fasi, che comprendono la riunione di tutti i beni ereditari e la formazione della massa ereditaria, ovvero l’inventario e la stima di tutti i beni che compongono il patrimonio del defunto; si procede poi con la formazione delle singole porzioni per ogni coerede, che possono comprendere beni mobili, immobili e, qualora sia impossibile frazionare un bene, corrispettivi conguagli in denaro. Infine, l’assegnazione delle singole porzioni, con attribuzione diretta, per scelta o a sorteggio.
Quali sono le conseguenze nella separazione se ho tradito mia moglie?
/in Mantenimento coniuge, SeparazioneLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
La fedeltà coniugale è un obbligo espressamente previsto dalla legge.
Pertanto, in caso di tradimento, il coniuge tradito può richiedere l’addebito della separazione, cioè il riconoscimento formale della responsabilità della crisi coniugale in capo al coniuge che ha commesso adulterio.
L’addebito ha alcune conseguenze pratiche, quali il venir meno dei diritti successori in favore del coniuge che ha tradito, il venir meno del diritto al mantenimento e la condanna al pagamento delle spese legali della causa di separazione.
È bene precisare che l’addebito della separazione non ha effetti per quanto attiene la regolamentazione dei rapporti con i figli, che rimane una questione separata e distinta dalla violazione dei doveri coniugali.
Rate del mutuo casa familiare dopo la separazione
/in SeparazioneLa risposta dell’Avvocato Barbara D’Angelo
Le possibili soluzioni possono essere diverse.
Recesso dal contratto di mutuo e accollo interno
Se un coniuge vuole liberarsi della proprietà dell’immobile può farlo, ma dovrà versare una quota o parte della rata del mutuo, in base alla sue capacità economiche. L’importo sarà portato in detrazione rispetto all’assegno mensile di mantenimento. Questo caso viene definito accollo interno. Tuttavia, è bene far presente che la banca potrebbe non accogliere il recesso,, in quanto ha bisogno di garanzie di solvibilità che l’altro coniuge potrebbe non fornire in modo adeguato.
Mutuo cointestato e accollo esterno
In questo caso viene uno dei due coniugi decide di acquistare dall’altro coniuge la parte delle sua proprietà del bene cointestato, e quindi si accolla anche il pagamento del mutuo stesso, formalizzando le condizioni con la banca che deve accettare il nuovo accordo, con la possibile rinegoziazione delle condizioni del mutuo.
Vendita dell’immobile
I due coniugi possono decidere di cedere l’immobile a terzi e con gli importi ricavati estinguere il mutuo e dividere gli eventuali residui tra loro. L’importo ricavato può anche non essere diviso a metà: in questo caso, i due ex coniugi possono decidere consensualmente o tramite sentenza di dividere il ricavato in base all’effettiva contribuzione al pagamento del mutuo.