Protezione legale della proprietà e del patrimonio familiare

avvocato per protezione patrimonio famigliaLa gestione dei rapporti patrimoniali costituisce spesso un nodo fortemente critico nell’ambito delle relazioni familiari, specialmente nella crisi della famiglia.

Lo studio dell’avvocato Barbara D’Angelo affianca i propri assistiti nei rapporti contrattuali legati al diritto di famiglia e nella risoluzione delle controversie afferenti, tra l’altro:

– contratti di mutuo e fidejussione;
– trasferimento e divisione delle comproprietà immobiliari;
– divisione della comunione legale;
– separazione dei beni e altri regimi convenzionali;
– contratti di locazione e comodato.

Inoltre, l’avv. Barbara D’Angelo presta consulenza ed assistenza negli strumenti di pianificazione del patrimonio, occupandosi in particolare di:

– fondo patrimoniale;
– trust;
– patto di famiglia.

L’assistenza riguarda ogni fase del rapporto (costituzione, gestione e scioglimento), nonchè l’eventuale contenzioso.

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Contratti di mutuo e fidejussione

La famiglia, sia essa legittima o di fatto, si caratterizza per la condivisione di un progetto di vita involvente anche profili di natura economica: si compra casa assieme, spesso stipulando un mutuo, alle volte coinvolgendo nell’acquisto le rispettive famiglie d’origine che anticipano somme o addirittura le donano o altre volte fanno da garanti (fideiussori) ai fini del rimborso del mutuo.

Ma che accade a questi rapporti se la famiglia entra in crisi?

Il venir meno della legame affettivo tra i coniugi o i conviventi non fa venir meno le obbligazioni assunte nei confronti della banca che ha erogato il mutuo. Un mutuo cointestato rimane tale anche se i coniugi si separano e i conviventi si lasciano.

E’ opportuno, pertanto, stabilire delle regole circa l’utilizzo dell’immobile, il rimborso del mutuo, le garanzie fideiussorie, ecc., valutare l’opportunità di un trasferimento delle quote tra i comproprietari ovvero della vendita a terzi dell’immobile.

Ciò è possibile con l’ausilio di un avvocato esperto in questo settore che sappia indicare la soluzione più opportuna in relazione alla specifica vicenda di fatto.
L’avvocato Barbara D’Angelo presta assistenza e consulenza anche ai fini della tutela del patrimonio, fornendo risposte precise alle diverse problematiche.

Trasferimento e divisione delle comproprietà immobiliari

In sede di separazione e divorzio consensuali è possibile definire i rapporti patrimoniali reciproci anche mediante la cessione tra i coniugi oppure in favore dei figli di beni immobili o di quote di proprietà.
Al riguardo la tendenza del legislatore, emersa con evidenza anche negli ultimi interventi di riforma del diritto di famiglia è quella di riconoscere sempre maggiore autonomia negoziale ai coniugi.

Il trasferimento immobiliare può essere utilizzato anche per assolvere, in tutto o in parte, gli obblighi di mantenimento del coniuge o dei figli.
I trasferimenti immobiliari nell’ambito della separazione e del divorzio, oltre che consentire di risolvere in tempi rapidi le possibili difficoltà nella gestione del patrimonio dovute alla crisi coniugale ed al venir meno dei principi di condivisione tipici della famiglia, presentano importanti vantaggi fiscali.
Lo studio legale Barbara D’Angelo affianca il cliente, prospettandogli le diverse alternative possibili, e consentendogli di assumere, con consapevolezza, la decisione più vantaggiosa.

Divisione della comunione legale

La comunione legale è il regime patrimoniale previsto dalla legge per i coniugi. Esso opera automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, salvo che i coniugi non optino per un diverso regime patrimoniale (in genere, la separazione dei beni, ma è possibile scegliere anche regimi misti).

Introdotta dalla riforma del diritto di famiglia degli Anni 70 al fine di tutelare il coniuge economicamente più debole, la comunione legale determina la condivisione tra marito e moglie degli incrementi di ricchezza conseguiti da ciascuno durante il matrimonio, anche mediante la propria attività separata.

Sono esclusi dalla comunione soltanto determinati beni indicati espressamente dalla legge, quali, a titolo esemplificativo, i beni necessari per lo svolgimento dell’attività professionale, i beni posseduti prima delle nozze, ecc.
La comunione legale si scioglie con la separazione personale dei coniugi: lo scioglimento della comunione legale, però, non determina il trasferimento dei beni caduti in comunione nella proprietà esclusiva a ciascuno dei coniugi, ma semplicemente rende inoperante del regime di comunione legale con riferimento agli acquisti effettuati dai coniugi dopo lo scioglimento.

I beni acquistati durante il matrimonio ed oggetto di comunione legale rimangono, dunque, beni comuni ai coniugi, che ne restano comproprietari, con gli obblighi ed i vincoli tipici della comunione ordinaria.
Per ottenere l’attribuzione in proprietà esclusiva a ciascuno dei coniugi, è necessario procedere alla divisione dei beni oggetto di comunione legale.
L’avv. Barbara D’Angelo fornisce ai clienti, con competenza e professionalità, ausilio e supporto nella risoluzione delle problematiche legate all’operatività, allo scioglimento ed alla divisione della comunione legale tra i coniugi, sia in ambito stragiudiziale e nell’eventuale contenzioso.

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Separazione dei beni e altri regimi convenzionali

Il regime di separazione dei beni consente ai coniugi di mantenere separate posizioni economiche, in deroga al regime di legge della comunione legale. E’ possibile optare per la separazione dei beni sia al momento del matrimonio, sia successivamente, mediante atto pubblico presentato congiuntamente da entrambi i coniugi.

La scelta del regime di separazione dei beni non fa, ovviamente, venir meno l’obbligo di legge di contribuire al mantenimento della famiglia.
In via consensuale, i coniugi possono inoltre adottare regimi patrimoniali diversi dalla comunione e dalla separazione, scegliendo ad esempio di conferire nella comunione beni che per legge sarebbero esclusi, quali i beni presenti nel patrimonio di ciascuno prima delle nozze.

In ogni caso, è necessario un atto pubblico che dovrà essere annotato nei registri di stato civile, a margine dell’atto di matrimonio.
Effettuare una scelta consapevole del regime patrimoniale del proprio matrimonio è fondamentale, poichè consente di evitare possibili problematiche e difficoltà che possono manifestarsi sia durante il fisiologico svolgimento del rapporto coniugale, sia nella fase patologica di crisi del matrimonio.

È dunque utile rivolgersi ad un professionista esperto di diritto di famiglia, che sappia fornire le informazioni utili e necessarie per una decisione corretta e sicura.
L’avvocato Barbara D’Angelo, grazie all’approfondita conoscenza della materia ed al costante aggiornamento professionale, presta consulenza ed assistenza qualificate aiutando gli assistiti nella scelta del regime patrimoniale più adeguato alle esigenze della loro famiglia.

Contratti di locazione e comodato

La locazione è il contratto con cui un soggetto (locatore – proprietario) concede ad un altro (conduttore – inquilino) l’utilizzo di un bene per un determinato periodo di tempo verso il pagamento di un corrispettivo (canone).
Il comodato è il contratto con cui una parte (comodante) consegna ad un altra (comodatario) un bene mobile o immobile perchè lo impeghi per un determinato scopo o per un certo lasso di tempo con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. A differenza dalla locazione, il comodato ha natura essenzialmente gratuita.

Proprio per la tale sua caratteristica, il comodato sottende la sussistenza di un rapporto di particolare fiducia tra il comodante che mette a disposizione un proprio bene e il comodatario, che se ne serve per poi renderlo.
Ciò spiega il motivo per cui il comodato è una forma contrattuale fortemente utilizzata in ambito familiare. Frequentissimo è, ad esempio, il caso dei genitori che concedono in comodato al figlio un immobile di loro proprietà affinchè lo utilizzi per viverci la propria famiglia.

Possono sorgere, allora, diverse problematiche nel caso in cui i genitori abbiano necessità di riavere nella propria disponibilità l’immobile, oppure qualora la famiglia costituita dal figlio entri in crisi e si sciolga.
Lo studio legale Barbara D’Angelo assiste i clienti, anche in sede contenziosa, in relazione ai diversi profili ed alle eventuali problematiche afferenti i contratti di locazione e di comodato (redazione contratto, adempimento degli obblighi di fiscali, interpretazione delle clausole, recesso, recupero canoni non versati, contenzioso locatizio, ecc.)

Fondo patrimoniale

Regolato dagli art. 167 e seguenti del codice civile, il fondo patrimoniale è consente ai coniugi di vincolare determinati beni, destinandoli al soddisfacimento delle esigenze della famiglia, e dunque di segregare tutti o parte dei beni di loro proprietà, tutelandoli da possibili aggressioni di creditori.
Nel fondo patrimoniale possono essere conferiti beni immobili, beni mobili registrati e titoli di credito.

La costituzione del fondo patrimoniale non determina un trasferimento della proprietà dei suddetti beni (di cui può essere titolare anche uno solo dei coniugi), ma la costituzione con i beni in oggetto di un patrimonio separato, caratterizzato da un vincolo di destinazione ai bisogni della famiglia.
In pratica, i beni conferiti nel fondo patrimoniale possono essere aggrediti esclusivamente dai creditori della famiglia, e non da altri creditori.

Il fondo va costituito con atto pubblico, che dovrà essere poi annotato a margine dell’atto di matrimonio nei Registri dello stato civile, e se riguarda beni immobili e beni mobili registrati nei rispettivi registri pubblici (Conservatoria, PRA, ecc. ).
La costituzione del fondo patrimoniale può essere effettuata sia in regime di comunione legale che in regime di separazione dei beni tra i coniugi. Il fondo patrimoniale, infatti, non sostituisce il regime patrimoniale prescelto dai coniugi, ma si affianca ad esso.

Il fondo patrimoniale si scioglie, oltre che in caso di decesso di uno dei contraenti, per effetto del divorzio e dell’annullamento del matrimonio. La separazione personale non determina, invece, il suo venir meno.
In ogni caso, quando vi siano dei figli minori, il fondo patrimoniale perdura fino al raggiungimento della maggiore età da parte dell’ultimo dei figli.
La costituzione di un fondo patrimoniale può presentare diverse problematiche, sia nella scelta dei beni da conferire, sia in relazione all’effetto di protezione del patrimonio che i coniugi intendono perseguire. Il fondo, infatti, può essere impugnato mediante l’azione revocatoria dai creditori i cui diritti siano stati lesi dalla sua costituzione.

Lo studio legale Barbara D’Angelo assiste i clienti con competenza e professionalità esaminando assieme al cliente i diversi profili di rilievo e fornendo le risposte utili per una scelta consapevole e sicura.

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Il trust

Il trust è un istituto di matrice anglosassone che non ha una specifica disciplina normativa nella legislazione italiana. Con la legge n. 364 del 16 ottobre 1989, entrata in vigore il 1° gennaio 1992, è stata riconosciuta l’efficacia nel nostro ordinamento dei trust regolati dalla legge straniera.

Pertanto, in assenza di una normativa specifica che regolamenti il funzionamento del trust, esso può essere validamente costituito ponendo come sua legge regolatrice una legge straniera; in genere, la normativa di riferimento è quella dei paesi anglossassoni, ma è possibile utilizzare anche la normativa della Repubblica di San Marino.

La struttura del trust prevede la necessaria presenza di tre figure: la persona (fisica o giuridica) che costituisce il vincolo e destina i propri beni al trust (settlor o disponente), il soggetto che diviene proprietario dei beni vincolati e che attua il vincolo (trustee) ed il soggetto cui sono destinate le rendite del trust ed infine i beni conferiti nel trust. E’ inoltre possibile, ma non necessaria, la presenza di un ulteriore soggetto, il guardiano, il cui compito è quello di controllare l’attività del trustee e verificare che venga rispettato il vincolo di destinazione.

In sostanza, mediante il trust determinati beni di una persona vengono separati dal suo patrimonio ed utilizzati per un determinato scopo a beneficio dei destinatari prescelti dal disponente.
Disponente e trustee possono anche coincidere nella stessa persona: in questo caso il disponente non si priva della proprietà dei beni conferiti nel trust, ma si limita a porre un vincolo di destinazione su alcuni beni, separandoli dal restante suo patrimonio (si tratta del cosiddetto “trust autodichiarato“).

In concreto le regole di funzionamento sono quelle della normativa straniere prescelta dalle parti, e dunque è possibile che il trust abbia un termine di durata, così come se ne può prevedere lo scioglimento per mutuo consenso.

Rispetto al fondo matrimoniale, il trust è certamente uno strumento più flessibile, in quanto può essere costruito su misura alle esigenze del disponente: basti dire che nel trust possono essere conferiti beni che non potrebbero essere inclusi nel fondo patrimoniale (ad esempio, somme di danaro), vi è una maggior ampiezza per quanto riguarda i soggetti che possono costituirlo (può trattarsi di persone fisiche o persone giuridiche e non è necessario che sussista un rapporto di coniugio), possono essere indicate liberamente le finalità ed i beneficiari (non necessariamente la famiglia).

In ogni caso, il trust non può essere utilizzato per violare norme imperative nel nostro ordinamento, quali, a titolo esemplificativo, quelle sui diritti successori dei legittimari.
L’avv. Barbara D’Angelo presta consulenza ed assistenza  altamente qualificate nella valutazione dei presupposti e delle caratteristiche del trust, oltre che nella redazione dell’atto istitutivo.

Il patto di famiglia

Il patto di famiglia è un istituto che consente all’imprenditore di gestire il passaggio generazionale dell’impresa mediante il trasferimento dell’azienda o delle quote di partecipazione alla società di famiglia ad uno o più discendenti, assicurando la continuità dell’impresa ed evitando possibili contestazioni in sede successoria.

Il patto di famiglia richiede la forma dell’atto pubblico e la partecipazione alla sua stipulazione dei legittimari, vale a dire di coloro che per legge non possono essere esclusi dalla successione dell’imprenditore, quali il coniuge ed i figli. Il patto di famiglia può anche prevedere la liquidazione in danaro o in natura delle quote che, al momento della successione, sarebbero riservate ai legittimari.

L’avvocato Barbara D’Angelo fornisce assistenza e consulenza qualificate nella redazione del patto di famiglia, nella sua attuazione e nell’eventuale contenzioso.

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